Itinerario per gli adolescenti

Proposta per l'organizzazione di incontri con gli adolescenti

Questo sussidio vuole essere una proposta per organizzare nelle parrocchie degli incontri feriali con gli adolescenti. Il Servizio Diocesano propone un itinerario di quattro anni ispirato ai tria munera: doni che ci permettono di dare frutto all’identità e alla missione di Cristo ricevute fin dal Battesimo. Il quarto anno sarà, invece, un anno sintetico che aiuterà i ragazzi a dare una prima e forte fisionomia alla “regola di vita” che vede nell’amicizia con Cristo e nella fraternità ecclesiale la roccia sicura su cui fondare la propria esistenza. L’anno si divide in tre tempi con i quali si è voluta declinare l’identità regale:
• Il dominio di sé (da Ottobre fino all’Avvento);
• La signoria sul creato (da Gennaio fino all’inizio della Quaresima);
• La custodia dell’altro (dalla Pasqua fino alla fine dell’anno).
 In ciascuno dei tre tempi vi è un modulo biblico, esperienziale, multimediale, culturale-artistico-magisteriale, celebrativo. Diventa così una “cassetta degli attrezzi” che potrà offrire un aiuto per programmare secondo le esigenze e i ritmi di ogni gruppo. Non si vuole, quindi, dare una esemplificazione esaustiva e precisa per ogni incontro, ma offrire del materiale per aprire poi lo spazio creativo per la programmazione. Sarà bello condividere sul sito della Pastorale Giovanile le schede con lo schema degli incontri che gli animatori realizzeranno nelle proprie comunità oltre a creare insieme delle pagine per i ragazzi. Si tratta di un “cantiere” che sarà arricchito nel tempo dal contributo di tutti. Nei tempi forti, invece, il Servizio Diocesano, offrirà un sussidio dal titolo: “La Parola agli adolescenti” che terrà conto del cammino della Chiesa per ogni anno e che soprattutto inviterà a fare un percorso catechetico e di animazione a partire dai vangeli delle domeniche.
Non si ha alcuna pretesa di completezza; si vuole avviare, invece, una fase che possa nel tempo verificare e consolidare la proposta con la gioia sicura nel cuore di condividere l’entusiasmante passione di educare alla fede le nuove generazioni.

Il Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile ha la gioia di presentare la seconda raccolta di schede per programmare degli incontri feriali per i ragazzi e le ragazze delle nostre comunità dopo che hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione.
L’itinerario si presenta come un laboratorio che aiuti a considerare la partecipazione ai tria munera di Cristo e mettere così in evidenza l’identità missionaria che appartiene ad ognuno in forza del Battesimo.
Dopo le schede sul munus regale si offrono quelle sul munus profetico. Si tratta di un laboratorio che chiede la felice risposta e l’operosa collaborazione di ogni animatore. Non si tratta, infatti, di un itinerario già confezionato nella concretezza dei singoli appuntamenti, ma di una “cassetta degli attrezzi” da cui partire per poi dare vita ad un percorso che ogni animatore costruirà in base alla sua sensibilità e tenendo conto dei suoi ragazzi e della realtà in cui sono inseriti.
Il cammino declina il munus profetico in tre passaggi:
• L’ascolto è la sorgente della profezia con attenzione all’identità profetica dell’AT;
• Il mistero di Cristo, compimento della profezia con l’intento di offrire una traccia cristologica per confrontarsi con la “profezia” del Signore;
• La consapevolezza della propria identità profetica per diventarne testimoni coraggiosi e credibili guidati dalla forza dello Spirito Santo.
Ogni sezione tiene conto di diversi elementi che potranno contribuire a dare armonia all’itinerario annuale e così vi si trova un modulo biblico, esperienziale, multimediale, culturale e artistico, missionario, liturgico.
La proposta nasce dalla convinzione di accogliere la sete di ferialità e di comunità da parte dei nostri ragazzi e dall’impagabile onore di vedere luminosa la profezia di ciascuno di loro perché si realizzi quello che con disarmante verità scrive R. Guardini ( La fine dell’epoca moderna, Brescia, 1989, p. 105):
“Lo sguardo della fede sulla realtà si fa più aperto, il suo centro di gravità penetra più profondamente in ciò che è personale: nella decisione, nella fedeltà, nella capacità di superarsi”.

Intercettare le domande dei nostri ragazzi significa di fatto entrare in sintonia con il loro cuore, con le loro emozioni, con i loro sorrisi e le loro lacrime, la loro esuberanza e la loro timidezza e dunque toccare con mano la loro umanità, percepire il grido vero, autentico che ciascuno di loro ha nel cuore: «ho voglia di vivere e di vivere alla grande!».
Si apre per noi l’onore impagabile di accompagnarli, di stare accanto, di prenderli per mano e sentire il fascino e la sfida di formare l’uomo, di dare sostanza all’umanità, perché questa non rimanga anonima, superficiale, senza risposta, senza identità.
I ragazzi ci chiedono: aiutateci a diventare uomini!
Cosa vuol dire, in fondo, formare l’uomo? Significa fare in modo che l’umanità di ognuno dei nostri ragazzi possa esprimersi, senza tentennamenti, senza forse, senza ritardi.
È una missione che non ammette deleghe; ci sentiamo coinvolti come comunità cristiana in prima persona: la Chiesa avverte l’urgente sollecitudine di sostenere l’esercizio dell’umanità dei nostri ragazzi. Ci accorgiamo così che siamo in fondo chiamati a rendere visibile il munus sacerdotale che ogni ragazzo ha ricevuto fin dal Battesimo. Essere sacerdoti vuol dire dare pienezza alla propria umanità e ripresentare il Volto festoso di Cristo Sacerdote.
Vivere il sacerdozio battesimale vuol dire, in effetti, vivere in pienezza, alla grande; vuol dire dare sostanza alla propria identità, vuol dire non sciupare la vita ma sapersi mettere in gioco sapendo chi si è e cosa si è chiamati ad essere.
Il Servizio Diocesano presenta la terza raccolta di schede (dopo quelle sulla regalità e sulla profezia) per organizzare degli incontri feriali per i nostri gruppi e accompagnare i ragazzi a prendere consapevolezza, a loro misura, del Battesimo. L’itinerario è diviso in tre parti dove nella prima si offre una indispensabile base fondativa che tenta di chiarire cosa vuol dire essere sacerdote per un ragazzo e le altre due parti entrano in due ambiti essenziali (la famiglia e gli affetti) come luoghi indispensabili dove esercitare nel concreto il proprio munus sacerdotale. Ogni parte si compone di un modulo biblico, esperienziale, multimediale, culturale-artistico-magisteriale, missionario e liturgico-celebrativo, offrendo del materiale che va poi organizzato nella fase di programmazione e che cerca di essere più che una risorsa già pronta, una provocazione per cercare la via migliore per il proprio gruppo di ragazzi e che, richiede lucida rielaborazione dal gruppo educatori.
“Vogliono essere protagonisti: diamo loro spazio perché siano protagonisti, orientandoli – ovviamente – e dando loro gli strumenti per sviluppare tutta questa crescita. Per questo ritengo che l’integrazione armonica dei diversi saperi – della mente, del cuore e delle mani – li aiuterà a costruire la loro personalità. Spesso pensiamo che l’educazione sia impartire conoscenze e lungo il cammino lasciamo degli analfabeti emotivi e ragazzi con tanti progetti incompiuti perché non hanno trovato chi insegnasse loro a “fare”. Abbiamo concentrato l’educazione nel cervello trascurando il cuore e le mani” (Papa Francesco al Convegno della Diocesi di Roma, 19 Giugno 2017) .
Le parole del nostro Vescovo mi sembrano la via da percorrere perché i nostri ragazzi esercitino con entusiasmo pieno il sacerdozio ricevuto fin dal Battesimo, per essere uomini, sacerdoti con la mente, con il cuore, con le mani.

Ufficio per la Pastorale Giovanile
della Diocesi di Roma

Piazza Giovanni Paolo II, 6 - 00184 Roma
06 69886447
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