La Pastorale Giovanile: casa e laboratorio di artigiani

La Pastorale Giovanile: casa e laboratorio di artigiani

Il cammino 2019 / 2020
10 Settembre 2019 Diocesi

Si apre il nuovo anno pastorale, il primo dopo il Sinodo dei Giovani e il dono dell’Esortazione Apostolica Christus vivit del nostro Vescovo, Papa Francesco. Nella nostra Chiesa abbiamo avviato un cammino che ci sta facendo crescere nella consapevolezza di essere Chiesa locale, ricca della memoria delle meraviglie del Signore, pronta per una tenace conversione e sempre più desiderosa ad essere madre dal cuore aperto, carovana solidale con un’attenzione privilegiata ai ragazzi e ai giovani. Ogni quartiere e comunità saranno impegnati nell’ascolto del grido della nostra città privilegiando tre ambiti: i giovani, i poveri e le famiglie.Si apre il nuovo anno pastorale, il primo dopo il Sinodo dei Giovani e il dono dell’Esortazione Apostolica Christus vivit del nostro Vescovo, Papa Francesco. Nella nostra Chiesa abbiamo avviato un cammino che ci sta facendo crescere nella consapevolezza di essere Chiesa locale, ricca della memoria delle meraviglie del Signore, pronta per una tenace conversione e sempre più desiderosa ad essere madre dal cuore aperto, carovana solidale con un’attenzione privilegiata ai ragazzi e ai giovani. Ogni quartiere e comunità saranno impegnati nell’ascolto del grido della nostra città privilegiando tre ambiti: i giovani, i poveri e le famiglie.Non sarà un ascolto uguale per tutti perché unica è la storia di ogni quartiere della nostra città e ricchi di originalità i vissuti dei nostri ragazzi. Si tratterà insieme di leggere i nostri territori, di partecipare alle loro fatiche, di leggerne le potenzialità di bene, i bisogni e le attese. Immaginiamo la pastorale giovanile come un laboratorio sempre aperto, con l’odore della casa, colmo di tutte le ricchezze e le fragilità dei ragazzi ma luogo dove ogni ricchezza ed ogni fragilità prendono forma, dove ogni vissuto non è lasciato a se stesso. In ogni narrazione e in ogni angolo nascosto delle storie dei nostri giovani, contempliamo spazi già impregnati di Spirito Santo. E’ bello pensare quest’officina dove il vero artigiano è lo Spirito di Dio e dove la testa, le mani e il cuore è l’integra luminosità di ogni comunità. Per poter ascoltare e avvicinare i nostri giovani occorre entrare in questa casa - laboratorio artigianale ripieni di Spirito Santo.ni occorre entrare in questa casa - laboratorio artigianale ripieni di Spirito Santo.“Per gustare l’armonia dello Spirito, occorre mettere il suo sguardo davanti al nostro. Allora le cose cambiano: con lo Spirito la Chiesa è il Popolo Santo di Dio, la missione il contagio della gioia, non il proselitismo, gli altri fratelli e sorelle amati dallo stesso Padre. Ma senza lo Spirito la Chiesa è un’organizzazione, la missione propaganda, la comunione uno sforzo” (Papa Francesco, Pentecoste 2019).Nella nostra Diocesi desideriamo continuare a lavorare per una pastorale giovanile lontana dalla tentazione di isolarsi e consumarsi in iniziative troppo mondane, ma desideriamo che sia sempre di più attenzione urgente e principale dell’agenda di una comunità; essa, infatti “svolge un ruolo importante nell’accompagnamento dei giovani, ed è la comunità intera che deve sentirsi responsabile di accoglierli, motivarli, incoraggiarli e stimolarli. Ciò implica che i giovani siano guardati con comprensione, stima e affetto e che non li si giudichi continuamente o si esiga da loro una perfezione che non corrisponde alla loro età” (Christus vivit, 243).Sogniamo una pastorale giovanile ospitale o come direbbe Papa Francesco “popolare” “inclusiva”, una casa-laboratorio artigianale dove ognuno deve trovare lo spazio per mettere il proprio cuore. Non si tratta più di guardare i giovani classificandoli: i vicini, i lontani, i lavoratori, gli studenti, gli universitari, gli animatori, gli sportivi …. ed ognuno guardato come fosse un assoluto. Dobbiamo coltivare la passione di avere davanti a noi giovani reali, non categorie e su questo è interessante il lavoro fraterno che nelle prefetture sta nascendo grazie al tentativo di far convergere, nella formazione, coloro che in quel territorio si occupano degli adolescenti e dei giovani. Il Documento Finale del Sinodo dei Vescovi ha avuto il coraggio di dire a tal proposito al numero 141: “In un mondo frammentato che produce dispersione e moltiplica le appartenenze, i giovani hanno bisogno di essere aiutati ad unificare la vita, leggendo in profondità le esperienze quotidiane e facendo discernimento. Se questa è la priorità, è necessario sviluppare maggiore coordinamento e integrazione tra i diversi ambiti, passando da un lavoro per “uffici” a un lavoro per “progetti”.Continuiamo ad impegnarci ad un ascolto silenzioso e attento dei diversi territori provando a far crescere la relazione tra gli educatori di parrocchie vicine. Crediamo nella forza dei trentuno laboratori nati nelle prefetture dei settori della Diocesi. Qui il Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile ha concentrato la maggioranza delle sue energie e dei suoi sforzi. Crediamo, infatti, che siano prioritari sia la formazione che avviare, sul territorio, processi di relazione: formazione e relazione sono il segreto della fecondità del servizio ai ragazzi e fonte di rigenerazione per la stessa cura delle nuove generazioni. Dalla relazione nascerà il gusto per una pastorale giovanile flessibile come indicato nell’Esortazione Apostolica post-sinodale perché la relazione sarà capace di generare nelle comunità contesti autentici, non rigidi; i ragazzi troveranno la cordialità di una porta aperta, si sentiranno invitati in luoghi dove non ricevono solo una formazione senza cuore, ma troveranno una casa che “permetta6 7loro anche di condividere la vita, festeggiare, cantare, ascoltare testimonianze concrete e sperimentare l’incontro comunitario con il Dio vivente” (Chirstus vivit, 204).Desideriamo che, con tenace determinazione, la pastorale giovanile continui a sostenere la dimensione sinodale della Chiesa; la sinodalità non si può ridurre ad un metodo o ad una semplice somma di carismi o ad una strategia per organizzare bene il tutto, ma è la figura di Chiesa atta ad una sana ed autentica evangelizzazione. La Chiesa è sinodale nella sua identità e la sua sinodalità trova espressione nel coraggioso e continuo annuncio del Vangelo.Sentiamo che la vocazione della pastorale giovanile non è fare bella se stessa, ma contribuire a riflettere quel “meraviglioso poliedro che deve essere la Chiesa di Gesù Cristo. Essa può attrarre i giovani proprio perché non è un’unità monolitica, ma una rete di svariati doni che lo Spirito riversa incessantemente in essa, rendendola sempre nuova…” (Christus vivit, 207).Il Papa ha indicato due grandi linee di azione (Christus vivit, 209- 215): la ricerca e la crescita. Nella prima si mette in gioco la creatività di tutti, un ascolto vero che più che un sondaggio sia un atteggiamento interiore solido che è capace di risvegliare la fede dei giovani che riusciamo ad avvicinare; la crescita ha come suo obiettivo quello di far maturare un incontro vivo con Gesù che ha toccato il cuore dei ragazzi: “pertanto la pastorale giovanile dovrebbe sempre più includere momenti che aiutino a rinnovare e ad approfondire l’esperienza personale dell’amore di Dio e di Gesù Cristo vivo” (Christus vivit, 214).E’ con questi sentimenti che ci permettiamo di presentare il calendario, gli strumenti per i cammini dei gruppi parrocchiali (i sussidi sui tria munera per gli adolescenti e la novità di un piccolo percorso per i gruppi giovanili Il buon tesoro del cuore. Percorsi di accompagnamento sui verbi della vita: desiderare, fare, amare, morire, i percorsi sulla Parola in Avvento e in Quaresima), le iniziative, la proposta di supporto per realizzare l’ascolto del grido dei ragazzi, la proposta di formazione per tutti gli animatori e gli educatori degli adolescenti e dei giovani nelle prefetture.Esprimo tanta gratitudine per la simpatia verso il Servizio Diocesano: sappiamo di accompagnare un percorso non facile e tortuoso dove spesso si avverte scoraggiamento, ma crediamo nella forza dei nostri ragazzi che corrono avanti e spesso tracciano già per noi la strada: “La Chiesa ha bisogno delle vostre intuizioni, della vostra fede. Ne abbiamo bisogno! E quando arriverete dove noi non siamo ancora giunti, abbiate la pazienza di aspettarci” (Papa Francesco, Incontro di preghiera con i giovani italiani al Circo Massimo, 11 Agosto 2018).

Don Antonio Magnotta

 

Scarica il programma allegato:

Ufficio per la Pastorale Giovanile
della Diocesi di Roma

Piazza Giovanni Paolo II, 6 - 00184 Roma
06 69886447
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