La comunità, grembo del servizio ai ragazzi e giovani

La comunità, grembo del servizio ai ragazzi e giovani

Presentazione delle attività e degli eventi che il Servizio Diocesano offre per i giovani, gli animatori degli adolescenti, i genitori e sacerdoti nel nuovo anno pastorale 2018/19.
08 Settembre 2018 Parole del direttore, Giovani, Adolescenti

Carissimi sacerdoti ed educatori dei ragazzi e dei giovani, il verbo “generare” diventa sempre più decisivo per il futuro della pastorale giovanile. Non si tratta più di porre solo iniziative, di
consumare esperienze, di cercare aggregazione, di seguire una creatività sterile e di breve durata, ma di misurare la temperatura generativa delle nostre comunità e collocare i ragazzi e i giovani nel grembo materno della Chiesa! Stare con i giovani non si può ridurre ad un servizio da mettere accanto ad altri impegni all’interno delle nostre parrocchie, ma diventa criterio decisivo per la vitalità della stessa comunità parrocchiale.
I giovani sono una sana provocazione perché la comunità non perda mai la sua fecondità. Il Sinodo dei Vescovi sottolinea che i giovani sono “alla ricerca di relazioni significative in comunità autentiche e di contatti personali con testimoni luminosi e coerenti” (Instru- mentum Laboris, n. 175); la cura delle nuove generazioni è perciò una responsabilità chiara ed entusiasmante che deve mettere in atto un’urgente attenzione corale di una comunità, di un Popolo.
Una cura dei giovani lontana dalla comunità non ha radici e non potrà avere futuro, rischia di rimanere un’edificante illusione! La vocazione così della pastorale giovanile non è quella di fare per i giovani, ma di risvegliare in tutti la cura feriale per non isolare i ragazzi: “perché quando isoliamo i giovani facciamo un’ingiustizia; togliamo loro l’appartenenza” (Papa Francesco, 22 Luglio 2013).
La celebrazione di un Sinodo dei Vescovi per i giovani ci ricorda sicuramente che la formazione non avviene dentro delle attività, ma nella qualità delle relazioni che si vivono in una comunità. Oggi impegnarsi per i ragazzi significa percepire la bellezza di essere nella Chiesa e nello stesso tempo accogliere la provocazione ad una permanente conversione per generare relazioni integre, serene, autentiche, dense di fiducia e di speranza. Tutto ciò ci potrà aiutare a non ridurre la pastorale giovanile ad un triste sforzo di mantenimento, di stanca sopravvivenza, ma a farla diventare la via che possa accendere la capacità generativa di un nostro visibile essere in comunione, essere popolo luminoso capace di gustare in continuazione l’amicizia con il Signore Gesù!
Risuonano maestre le parole che Papa Francesco ci ha rivolto nella nostra Cattedrale lo scorso 14 Maggio 2018: abbiamo bisogno di allontanarci, anche per il bene dei nostri ragazzi, da “una fede concepita soltanto come cose da fare e non come una liberazione che ci fa nuovi a ogni passo, benedetti e felici della vita che facciamo!”

Desideriamo dire grazie a tanti giovani ed adulti che dedicano cuore e tempo ad accompagnare i nostri ragazzi, che si lasciano prendere per mano e sentono la loro conversione come una responsabilità anche educativa: a Roma sono tanti che vivono così il loro stare nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti e sono segno di una carità materna, visibile.
E’ proprio con loro che desideriamo presentare il calendario, la formazione, gli strumenti del nuovo anno convinti che tutto questo potrà essere un dono solo se aiuterà le nostre comunità perché “diventino capaci di generare un popolo... capaci cioè di offrire e generare relazioni nelle quali la nostra gente possa sentirsi conosciuta, riconosciuta, accolta, benvoluta, insomma: parte non anonima di un tutto. Un Popolo in cui si sperimenta una qualità di rapporti che è già l’inizio di una Terra Promessa, di un’opera che il Signore sta facendo per noi e con noi” (Papa Francesco alla Diocesi di Roma, 14 Maggio 2018).
Desideriamo così presentare il cammino dell’anno come una traccia per favorire la conversione personale e la riconciliazione anche all’interno della pastorale giovanile e farci, sotto la guida dello Spirito, strumenti perché i giovani generino insieme con noi. Con loro muoviamo i nostri passi perché “camminare insieme ci fa diventare un popolo, il Popolo di Dio... E col popolo di Dio ti senti sicuro, nel popolo di Dio, nella tua appartenenza al popolo di Dio hai identità. Dice un proverbio africano: “Se vuoi andare veloce, corri da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme a qualcuno”. Così al raduno nazionale dei giovani al Circo Massimo (11 Agosto 2018) Papa Francesco si esprimeva parlando ai ragazzi; per noi le sue parole diventano impegno perché, mentre camminiamo accanto ad ogni ragazzo che ci viene affidato, con la robustezza di uomini e donne riconciliati, possiamo diventare Popolo, orgogliosi di essere padri e madri dei nostri giovani.

Ufficio per la Pastorale Giovanile
della Diocesi di Roma

Piazza Giovanni Paolo II, 6 - 00184 Roma
06 69886447
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